<
Sebastiano Oriti e Francesco D. Perillo

VERSO L'ORIZZONTE E OLTRE

Una storia di mare, uomini e tecnologia

Editoriale Scientifica, Napoli, 2025; pagine 512.

RECENSIONE

Rivista Marittima, novembre-dicembre 2025, pp. 150-151
di DOMENICO CARRO


La mia generazione – quelli nati negli anni ’40 del Novecento – è cresciuta sulle macerie della guerra malamente persa, in un’Italia mutilata territorialmente, strozzata economicamente, umiliata politicamente e svilita militarmente dal Dettato di pace del 1947, oltre che disprezzata ed irrisa per i suoi tormenti e le sue piaghe. Ciò nonostante, solo due anni dopo, il nostro era stato uno dei dodici Paesi fondatori della NATO, coerentemente con l’intendimento di difendere la ripristinata democrazia e la libertà. In effetti molto presto la nostra gente aveva rialzato orgogliosamente la testa e, essendosi rimboccata le maniche, aveva iniziato ad affrontare operosamente il presente, guardando con fiducia al futuro. Pertanto, dopo una decina di anni l’Italia del “miracolo economico” aveva potuto mostrarsi al mondo, straordinariamente bella, determinata, dinamica ed efficiente, in occasione dei giochi della grande Olimpiade di Roma, avendo nel contempo ottenuto per la nostra lira l’Oscar della moneta più salda dell’Occidente.

Lo stesso spirito di intraprendenza e rinnovamento stava coinvolgendo la nostra Marina Militare. Anche se negli anni ’60 la nave ammiraglia della flotta era ancora l’incrociatore Garibaldi, reduce della II Guerra Mondiale, essa era stata interamente riconfigurata e riarmata, anche con missili di difesa aerea ceduti dagli USA, diventando una delle unità di maggior spicco del Mediterraneo, con il più potente radar di scoperta aerea mai imbarcato e con un inedito sistema di tubi di lancio di concezione italiana per missili balistici. Nello stesso periodo era già avvenuta l’entrata in servizio delle fregate classe Bergamini, che furono le prime unità portaelicotteri al mondo, seguite dalle prime navi missilistiche di difesa aerea progettate e costruite in Italia nel dopoguerra (cacciatorpediniere Impavido ed Intrepido; poi gli incrociatori Duilio e Doria, e infine il Vittorio Veneto); nel contempo venivano messi in cantiere gli innovativi primi due sommergibili anti-sommergibili della classe Toti, mentre un decennio dopo venivano impostati gli altrettanto innovativi aliscafi lanciamissili della classe Nibbio.

Nel campo civile i risultati non erano da meno. Si trattava in effetti di un’epoca in cui gli Italiani amavano misurarsi con ogni possibile sfida, incuranti delle difficoltà da superare e del gravoso impegno necessario.

Questo è, a grandi linee, il contesto generale in cui si sviluppa la ricostruzione storica illustrata nel libro. Il racconto storico inizia proprio negli anni più tristi dell’immediato dopoguerra, con l’applicazione delle durissime clausole imposte dai vincitori all’Italia ed alla sua flotta militare, seguiti dalla descrizione dei vari programmi adottati per la rinascita, dalla cessione di vecchie navi dagli USA alla prima “Legge Navale”.

Si passa quindi alla parte centrale della narrazione, focalizzata sul sistema informatico di comando e controllo: introdotto con la cessione del NTDS (Naval Tactical Data System) da parte degli USA, accompagnato dallo sviluppo nazionale di sensori e sistemi d'arma navali, preso a carico da parte del neo costituito MARICENPROG per il SADOC (Sistema Automatico Direzione Operazioni di Combattimento), messo a punto a bordo del Vittorio Veneto, ridisegnato poi in versione SADOC 2 e utilizzato nel progettare le fregate interamente italiane della classe Lupo, seguita dal suo proficuo giro del mondo in compagnia dell’Audace nel 1979/80, con uno straordinario successo internazionale: 14 fregate classe Lupo furono vendute all’estero su un totale di 18 esemplari costruiti.

Vi è poi una buona trentina di appendici, che occupano più della metà del libro, con utili ed interessanti approfondimenti sui temi già trattati nel testo o su poco noti argomenti affini e complementari, con i contributi forniti dagli ammiragli Roberto Leonardi, Giuseppe F. Ilacqua, Salvatore Teja e Osvaldo Brogi, dagli ingegneri Gian Carlo Poddighe, Cesare Iorio, Berto Nardini, Carlo Rossi, Elio Varsano, Sandro Pazzini, Lino Maviglia, Riccardo Montironi e Salvatore Mellea, dai dott. Gabriele Soltesz e Lero Trionfetti, e dal p.i. Francesco Coronica. Va peraltro segnalato che tali contributori, così come anche i due autori, hanno rinunciato ai diritti d'autore, consentendo di devolvere gli utili dalla vendita del libro all’Istituto Andrea Doria.

Riassumendo, questo libro ripercorre la storia degli straordinari progressi compiuti dalla nostra Marina a partire dalla desolante e difficilissima situazione in cui essa versava al termine della guerra. I progressi tecnologici sono descritti prevalentemente sotto l’ottica informatica, ma senza alcuna velleità autocelebrativa per i pur rilevanti successi cui hanno attivamente concorso i suoi autori e contributori. Si tratta piuttosto di un utile e necessario promemoria di quanto fatto nell’arco di una dozzina di anni, in un settore di attività pressoché sconosciuto dall’opinione pubblica, per dotare le unità navali della classe Lupo di un sistema di comando e controllo pienamente rispondente e anche competitivo in ambito internazionale, a premessa dei naturali sviluppi che hanno consentito di pervenire ai sistemi pienamente integrati per le splendide classi di navi più recentemente entrate in linea nella nostra Marina. In altre parole, dall’impegno serio e produttivo descritto nel libro sono scaturiti non solo una Marina pienamente efficiente a garanzia del puntuale assolvimento dei molteplici suoi compiti operativi in tutti i mari d’interesse, ma anche delle benefiche ricadute politiche ed economiche per la nostra Nazione.

Infine, mi sembra giusto attribuire a questo libro una finalità ulteriore, considerandolo soggettivamente come un valido contributo al passaggio di testimone fra la nostra generazione – convinta che nessun traguardo poteva esserci precluso – e quelle attualmente in età lavorativa, alle quali non abbiamo certamente più nulla da insegnare, ma che meriterebbero di essere maggiormente contagiate dalla nostra stessa fiducia nella possibilità di fornire un apporto concreto alla costruzione del futuro.

© 2021 - Proprietà letteraria di DOMENICO CARRO.

  

Privacy Policy
ROMA MARITTIMA NAVIGARE NECESSE EST home